La scorsa settimana mi è capitato di entrare nella casa/studio di un architetto costruita e arredata negli anni ’80 e ho avuto la sensazione di trovarmi in un progetto ultimato di recente.
Certo, gli elementi che la compongono (mobili, infissi, rivestimenti) vantano un’età vicina ai 30 anni con l’usura che ne consegue, ma vi assicuro che tutto è attualissimo.
I mobili hanno la forma e l’essenza di quelli che si possono trovare oggi in qualsiasi catalogo o rivista di settore, gli infissi quasi tutti scorrevoli e comunque con grandi luci come si usa adesso, pavimenti in legno quasi ovunque e lampadari che sembrano acquistati 2 giorni fa.
L’unica differenza è data dalla moquette al muro (che personalmente ho sempre adorato) che adesso, soprattutto per problemi igienici, non viene usata.
Una volta in più mi sono reso conto che tutto torna e questo mi da un senso di tristezza ed alimenta ulteriormente la confusione in me.
Mi chiedo, possibile che l’innovazione stia solo nel sostituire qualche materiale o nel produrre lo stesso elemento in minor tempo e con minori costi di produzione??
Può essere che “fare design” si riduca al riproporre una sedia che fino al giorno prima era in legno rivestita in foglia oro, in policarbonato trasparente?
In fin dei conti una casa di 100 anni fa non assomiglia ad una di 200 anni fa ne tantomeno il suo arredamento. Ma negli ultimi 50 anni tutto è cambiato.
Quando mi resi conto di avere, quantomeno, parecchia fantasia una persona mi consigliò di girare sempre con la macchina fotografica (adesso per fortuna ci sono gli smartphone) e di cogliere delle idee da tutto quello che mi circonda (e vi assicuro che spesso è così)!
La mia sensazione è che per molti invece conti di più l’immagine personale che la creatività vera e propria e “che si vada sempre sul sicuro” rischiando il meno possibile.
Non dico che queste persone non abbiano idee ma magari le mettono da parte per la paura di sbagliare o di non avere un ritorno immediato.
Quasi come un calciatore che si gioca la vita in 10 anni o poco più.
In conclusione se proprio dobbiamo rivivere gli anni ’80 speriamo che tornino anche quella musica ed i paninari….ho delle Timba nuove di zecca che non metto più da anni!
CB

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